Perché ho scelto il Self-Publishing

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Autoedizione (o Self-Publishing o Autopubblicazione)

E’ la pubblicazione di un libro (o altra opera editoriale) da parte dell’autore, senza passare attraverso l’intermediazione di un editore (fonte WIKIPEDIA).

IL RAPPORTO EDITORE / SCRITTORE

Mi permetto di citare alcuni estratti dall’interessante articolo letto sul sito di SPECCHIO MAGICO, che analizza questo sbilanciato rapporto fra due figure, poste non esattamente sullo stesso piatto della bilancia.

La mia faccia stupita. Editore o Self-Publishing?

Sembra incredibile, ma gli scrittori firmano di getto, senza riflettere e senza controllare, contratti capestro che mai accetterebbero in un qualsiasi altro tipo di lavoro. … la gioia straripante di essere stati “accettati” per la pubblicazione annulla ogni altra considerazione: basta non pagare un contributo (o pagarne uno cosiddetto “ragionevole”) e nessuno si cautela pensando al destino del libro, che potrebbe anche andar bene o benissimo, e neppure al proprio futuro di scrittore. Basta pubblicare qui e subito”.

Il motivo di base è che gli scrittori fanno fatica a considerare se stessi come normali professionisti che prestano la propria opera, dietro regolare compenso, nei confronti di un altro professionista. Più che altro si vedono come persone con un hobby: la scrittura”.

Tutti (o quasi) sorvolano signorilmente sulla questione “guadagni”, come se fosse volgare parlare di denaro davanti all’editore che ha loro “concesso” il privilegio della pubblicazione del loro libro”.

Ne esce la fotografia di un paese, non più “di Santi, Poeti e Navigatori”, ma soprattutto di Scrittori. A partire dal calciatore, fino alla velina e meteora di turno, tutti si sfogano sulla pagina scritta.

In una sorta di autoanalisi collettiva, si scava nella propria anima, facendo emergere i propri talenti, rimasti per troppo tempo inespressi. Ognuno convinto di avere fra le mani l’opera della svolta, ma impaurito di fronte al confronto con il cattivo editore. Il risultato è una escalation di siti e proposte per il Self-Publishing del proprio libro.

E IO …?

All’inizio del mio percorso sono andata alla ricerca di qualcuno che aprisse il borsellino e decidesse di finanziare i miei Libri Illustrati per Bambini. Qualcosa avevo anche trovato … ma vincoli, paletti e formule sul riconoscimento del diritto d’autore mi hanno fatto abbandonare questa strada dritta, per una più tortuosa ed avventurosa.

D’altro canto mi ero già ideato, scritto, illustrato e impaginato il mio primo Libro. Non mi rimaneva che trovare i soldi per stamparlo e poi distribuirlo.

E QUINDI MI SONO DATA ALL’AUTOPUBBLICAZIONE

Self-Publishing. TimelineCome molti sanno, ho deciso di lanciare la pallina e puntare tutto sul Self-Publishing per dare vita ai miei Libri del Mondo delle Magiche Impronte. Mi piaceva (e mi piace ancora) pensare di poter seguire l’interessante percorso dello scrittore Andy Weir con il suo “L’Uomo di Marte” (LEGGI QUI).

Questo ha comportato anche il doversi sobbarcare l’onere di “sparpagliare” nel territorio le copie stampate.

Mi sono caricata libri (e spesso anche i figli) in macchina e sono andata a bussare alle porte delle librerie specializzate per Ragazzi. Volevo capire la disponibilità dei librai e di conseguenza testare l’indice di gradimento dell’utente.

Tanti chilometri per lasciare 2/3 copie in Conto Vendita, concedendo sconti superiori alle case editrici e con il solito commento finale che recitava: “Proviamoci, si mi sono piaciuti… vediamo se vanno!“.

Uscivo dalla libreria con entusiasmo, ma anche con la preoccupazione di una madre che affida le proprie creature in mani estranee, i miei libri, come figli, per me.

Tanti mi snobbavano soprattutto perché non avevo un editore alle spalle, e alcune volte venivo rimbalzata come all’ingresso delle discoteche con frasi più o meno di rito:

  • La mia faccia delusa. Editore o Self-Publishing?Ma… sono bruttissime le tue illustrazioni, tu non sei un illustratrice …” Beh, effettivamente chi può dagli torto, le mie illustrazioni sono solo un linguaggio diretto ad uso e consumo dei Bambini.
  • Ma… non sei pubblicizzata da nessuna parte, non sei nessuno!” Beh, effettivamente è vero; a parte Facebook, qualche altro Social e sul mio sito, non sono pubblicizzata su giornali e riviste. Questo servirebbe molto a dare l’opportunità al pigro signore sul divano di ordinare il libro da Internet!
  • Ma tu non hai vinto nessun premio!!” Beh, è vero anche questo, non mi sono mai candidata e non ho in progetto di farlo. Anche perché si sa già chi far vincere, ancora prima di visionare i lavori.

 INTERMEZZO: ALCUNI PENSIERI SULL’EDITORIA PER BAMBINI

Immaginavo il mio UOVO KOK e il mio TOPOLINO MELINO messi a fare a botte in una pozzanghera di fango con PEPPA PIG, a zampate nel bosco con l’ORSO DI MASHA e nei bassifondi a schivare i colpi delle TARTARUGHE NINJA.

Non aiutata dai Librai, impotenti di fronte ai clienti sbrigativi (soprattutto Nonni, gli unici che hanno un soldino da spendere…) che, tranne qualche rara eccezione, cedono alle comodità di un libretto riproduzione del cartone animato del momento, che si “legge” da solo, senza bisogno di dedicare tempo al Bambino.

Libri e Albi Illustrati che prevedano una minima interazione col Bambino, un impegno di tempo sottratto ad altre attività (molto spesso rappresentate dalla vita sui Social), vengono adottati solo da qualche intrepido genitore che vuole ancora crescere insieme ai figli.

Non intervengo sulla dilagante offerta di Libri Illustrati per l’Infanzia, con illustrazioni cupe, astratte e storie complesse. Libri, spesso costosi e troppo delicati per essere maneggiati da un Bambino. Non so voi, ma io sto cercando ancora di capire a chi possano essere rivolti. Ai miei figli (a cui ogni tanto provo, senza successo, a proporli) o a noi Genitori per riempire qualche scaffale e sentirci ancora bambini?

TENTATA VENDITA

Albero di Lettere con Impronta. Inno al Self-Publishing?/ Letters Tree with HandprintI miei libri, della Collana “Handina e Steppy”, e le proposte di tutte quelle case editrici minori che, con coraggio, decidono ancora di distribuirsi, scommettendo sul sistema della Tentata Vendita, rimangono parcheggiati in seconda fila.

I librai devono fare numeri, rispettare contratti con chi decide cosa e come pubblicare, spingere (a denti stretti) i libri che spesso hanno dovuto acquistare e che forse non potranno mai rendere (e forse come dargli torto?). Il tutto nell’ottica di mantenere il fatturato e pagare le spese e tenere alzata la saracinesca.

Chi, come me, ha scelto di lanciare la famosa pallina e puntare sul Self-Publishing e su determinati punti vendita che gli hanno ispirato fiducia, deve fare il conto con una carenza di scambio di informazioni e comunicazioni con il Librario, che spesso e volentieri appena te ne sei andata, prendi i titoli e li ficca nel primo spazio disponibile, sotto i beffardi sorrisi di un MINION o di un PAW PATROL. Tralasciando le librerie che chiudono improvvisamente senza avvisare e tenendosi i Libri.

Nonostante tutto mi sono tolta delle belle soddisfazioni con le vendite ottenute; i feedback ricevuti da chi ha acquistato i libri mi hanno gratificato e dato nuova linfa per il proseguimento dei miei progetti.

Dico tutto questo, non con la presunzione di aver prodotto libri migliori degli altri, e che per forza devono essere proposti e venduti di più. Mi faccio forza semplicemente con la contro-prova rappresentata dai molteplici Istituti, Insegnanti e anche Genitori che continuano a darmi le loro entusiastiche Testimonianze, richiedendo i miei libri, e utilizzandoli come materiale di studio nelle loro attività didattiche.

Questo urlo di speranza, forse in questo momento lo sto lanciando a me stessa, una mamma e un’autrice in continua trasformazione e ricerca dell’armonia e felicità, minacciata da quelle persone “zoppe” che vogliono vedere tutti “fermi.

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http://www.calamandrei.it/editoria/

IL FATTO QUOTIDIANO – Autopubblicarsi Conviene

ilpost.it – Libri Auto Prodotti

di Nunzia Bruno e Luca Spadotto.

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