La Meditazione e il Mondo Virtuale dei Pokémon

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Se per caso foste rientrati adesso da una vacanza su Marte, e non aveste avuto modo di vedere i Telegiornali ve lo dico io … Sta dilagando un “Virus” chiamato Pokémon Go – la cui ricerca di aggiornamenti sul Web ha ormai superato i, finora inavvicinabili, siti a Luce rossa (con gentile e arcaico eufemismo).

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Pokémon GO: quello che sono riuscita a capire pur non avendoci mai giocato.

Vedrete sicuramente in giro per le strade orde di giovanissimi, con il telefonino brandito come una spada, che all’improvviso lo rivolgono verso un cespuglio o una panchina (vecchietto compreso) e cominciano a menare fendenti all’impazzata.

Non preoccupatevi non sono impazziti improvvisamente … o forse SI?

L’ultima trovata della Nintendo (storica casa di videogiochi) è stata quella di ripescare i Pokémon degli anni ’90, e creare un Videogames per Smartphone sfruttando la nuova tecnologia della Realtà Aumentata (ma non eravamo rimasti ai Confini della Realtà…?)

Il divertimento è proprio quello di andarsene a spasso con il telefonino, usandolo come una telecamera e muovendosi seguendo una mappa virtuale, cercando in giro per città, spazi pubblici e campagne, i personaggi dei Pokémon che il gioco fa apparire in ordine sparso.

Dopodiché bisogna riuscire a colpirli per guadagnare punti.

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Ho detto proprio in giro per la città… I ragazzi se ne vanno a spasso, ma anche in bicicletta, con lo sguardo incollato allo schermo, dimenticando che insieme a loro circolano liberamente anche macchine (e relativi automobilisti già distratti da parte loro a rispondere all’ultimo WHATSAPP), autobus, camion e perfino qualche altro essere umano a spasso per una tranquilla camminata. Forse pensano che questa realtà virtuale li preservi dai rischi della vita REALE?

E in tutto questo bailamme i genitori dove sono?

Tolti quelli a loro volta impegnati a rincorrere questi Pokémon, gli altri sono lì che se la ridono, prendendo in giro il proprio figlio rincitrullito per questa mania assurda.

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Mi verrebbe da rispondere: “Già, ma intanto gli hai messo in mano lo strumento per poterlo fare … ed è comunque un qualcosa che lo impegna per qualche tempo, scaricandoti dal pensiero di come stimolarlo nella sua sana crescita“.

Controindicazioni dei Videogames

Considerate che se i Videogames (ma vale anche per la cara vecchia Televisione dei palinsesti moderni) fossero venduti ancora in una loro confezione di vendita, fra le controindicazioni potreste trovare:

  • Può alimentare Abitudini Aggressive;
  • Può alimentare atteggiamenti Ostili verso Genitori, Insegnanti e altre figure di riferimento; 
  • Può condurre a schemi di pensiero, caratteristici del Pensiero Aggressivo;
  • Può ridurre la capacità di Concentrazione e le Capacità Razionali;
  • Può aumentare le difficoltà di gestione delle relazioni interpersonali.

NOTA: Per chi volesse approfondire altre alterazioni cerebrali dovuti ai Videogames,  clicchi il LINK (https://marcos61.wordpress.com/2012/01/09/che-cosa-succede-al-cervello-con-i-video-games/)

Le mie considerazioni

Prendendo spunto da quanto sopra, mi permetto di voler contribuire con una personale riflessione su questa evoluzione sociale, i cui effetti futuri non sono ancora prevedibili. 

In queste nuove generazioni, l’assenza – e sufficienza – dei genitori lascia libero spazio a modelli di riferimento, rappresentati quasi sempre da squallidi personaggi virtuali, che proliferano vista anche la carenza, ormai diffusa di punti di riferimento (quasi sempre positivi) di famigliari, o del famoso “buon vicinato”.

D’altro canto, non è che noi adulti rappresentiamo un modello così edificante. Il telefonino ormai è diventato una nostra propaggine naturale – neanche fossimo Cow Boy con le nostre Colt – Un palliativo che ci riempie quegli “imbarazzanti” momenti di inattività e silenzio.

Nel Deserto del Gobi parlavo con me stesso. Nelle nostre città, le persone devono essere intrattenute. Di continuo. La maggior parte di noi non sa più come ci si intrattiene con il prossimo, figurarsi con se stessi. (Reinhold Messner)

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Meditazione e Yoga per Bambini: un “Toccasana”

Come operatrice Yoga per Bambini, mi rifaccio a quanto citato sopra da Messner. Nelle mie attività cerco di rimarcare ai Bambini l’importanza del dialogo con il loro IO interiore, la cosiddetta Introspezione. Li osservo ed ammiro durante le mie LEZIONI, mentre si impegnano con passione nelle tecniche di Respirazione, Rilassamento e Meditazione.

Meditazione che li può aiutare a staccarsi per brevi attimi dalla assillante vita reale, andando alla scoperta dei loro mondi interiori. Qui possono percepire una pace sconfinata che accorda, come se fossero delle colorate Note Musicali, i loro Centri Emozionali, andando a riequilibrare, con una dolce melodia, l’essenza del loro Essere.

Questi Bambini, ne hanno assolutamente bisogno, infatti:

Li vedo assordati dai troppi rumori e dalle continue ingerenze – e tentazioni – esterne.
Li vedo frenetici e instabili.
Li vedo scacciare con forza la noia, che per noi invece rappresentava l’anticamera e lo stimolo principale per l’inventiva e la creatività.

Ma come possiamo criticarli! Non esistono più angoli dove possano riuscire a stare un attimo in tranquillità, silenzio e sicurezza, a inventarsi delle storie, raccontandosele a voce bassa, a studiare giochi nuovi e stravaganti, a tirare svogliati i sassi in uno stagno.
Gli stessi genitori li sballottano di qua e di la, con tappe forzate, fra un corso di inglese, un corso di tennis e l’immancabile corso di nuoto. Prefigurando quella vita frenetica e di inseguimento del risultato che li porterà poi a correre dietro al Pokémon di turno.

Come autrice di Libri per Bambini, infine, vedo lentamente sfumare e ingrigire quei Colori che proteggono il loro Mondo; quel posto pieno di  Magia, fatto di Realtà fantastiche e immaginarie, che regalano sempre un lieto fine…

I due aspetti – quello Virtuale e quello Introspettivo – prevedono comunque uno sradicamento dal proprio Tempo-Spazio, a ognuno viene consentito di scegliere quale seguire.

Io ho fatto la mia scelta…

Pokémon Go, una minaccia per la Psiche dei Bambini. La differenza fra il mondo Virtuale del Gioco e quello introspettivo della Meditazione.

di Nunzia Bruno e Luca Spadotto.

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