Benedizione ebraica ai figli

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La benedizione ai figli è un rituale che facevano i genitori ebrei antichi ai loro figli, prima di morire.

L’ho conosciuta grazie a Igor Sibaldi, che ne ha parlato fornendo approfondite delucidazioni in merito.

Mi ha affascinato tanto e l’ho fatta – circa 2 anni fa – a mia figlia quando aveva 7 anni, presto la farò anche al mio bambino.


Il potere delle parole

Le parole sono delle vibrazioni che hanno un potere ben preciso e delle frequenze ben definite.

Si dice che: Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Ogni parola negativa rivolta ad un bambino è un macigno, più o meno leggero, che gli scagliamo contro.

Bisogna non sottovalutare le affermazioni e le parole che si dicono, queste sono determinanti per codificare l’intera sua esistenza.

Non a caso, tanti blocchi della crescita sono dovuti a condizionamenti relativi anche a quello che i bambini si sono sentiti dire, ad accuse subite, oltre a gesti ed atteggiamenti veri e propri. Parlo di questo sull’artico del Thetahealing

A proposito delle parole, vi consiglio di leggere questo articolo : IL GUSTO DELLE PAROLE, dove trovate anche un video dell’esperimento “dell’acqua e del riso di Masaru Emoto”.

La  Benedizione

Si dice: Benedici il tuo nemico che lo priverai delle armi“.

Ogni cosa della quale parli, riceve da te energia amplificata. Se parli male sarà riempita di male, se parli bene sarà riempita di bene. 

Questa energia sarà quella che ritorna a te.

Benedire il proprio figlio

Benedire il proprio figlio ha il poter di sollevarci dalle responsabilità che noi genitori ci prendiamo in carico nei suoi confronti. Bisogna ricordarsi che prima di essere genitori, siamo uomini e donne.

I nostri figli saranno per sempre i nostri figli e noi, per loro, saremo per sempre i loro genitori.

Ogni periodo della nostra vita necessita che sia vissuto in piena consapevolezza delle nostre capacità.

Tenere nostro figlio legato a noi in maniera ossessiva, non ci permette di “viverci” in sincerità, nella felicità e nella libertà di voler stare in compagnia.

Questa benedizione è come se slegasse l’OBBLIGO dello stare insieme trasformandolo nel VOLERE stare insieme.

Come si Benedice

E’ importante che il proprio figlio/a abbia almeno 7 anni e che siano presenti entrambi i genitori, anche un solo genitore va bene. Sarà un momento unico, speciale, fatto in tranquillità e… sarà anche molto emozionante…

Fa, più o meno cosi:

“Caro figliolo, devo dirti che per me è stata una gioia straordinaria il fatto di essere tua madre/tuo padre, una gioia enorme, talmente grande che mi ha fatto paura. E per questo tante volte non siamo andati d’accordo, proprio perché io avevo paura di questa immensa gioia. Tu sei stata una persona così luminosa e importante fin dal primo istante – e lo sarai sempre – che devi sapere che qualsiasi cosa ti capiti nella vita tu avrai la mia energia accanto a te, sempre. Se le cose andranno male io sarò lì per darti energia, se andranno bene io sarò lì per aumentare quell’energia.”

Certo che poi, potete aggiungere quello che vi arriva nel momento che la pronunciate.

Nel mio video vi spiego ancora…

 di Nunzia Bruno e Luca Spadotto.

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